DAL PIANO CASA A VENETO 2050

Dati informativi concernenti la legge regionale 4 aprile 2019, n. 14

LEGGE REGIONALE 04 aprile 2019, n. 14

        ALLEGATO A

È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale ed è entrata in vigore in Veneto la Legge Regionale 14/2019.

La norma supera e stabilizza il Piano Casa del 2009 (LR 14/2009) conciliando i premi volumetrici con gli obiettivi di riqualificazione urbana e con quelli di riduzione del consumo di suolo contenuti nella LR 14/2017. Il Veneto ha infatti fissato l’obiettivo del consumo di suolo zero entro il 2050.

Rigenerazione urbana e qualità della vita
Gli obiettivi della norma sono il riordino urbano e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso il miglioramento della qualità architettonica degli edifici.

Come indicato all’articolo 1 della legge, sono previsti interventi mirati alla coesione sociale, alla tutela delle disabilità, alla qualità architettonica, alla sostenibilità ed efficienza ambientale con particolare attenzione all’economia circolare e alla bioedilizia, alla valorizzazione del paesaggio, alla rinaturalizzazione del territorio veneto e al preferibile utilizzo agricolo del suolo, alla implementazione delle centralità urbane, nonché alla sicurezza delle aree dichiarate di pericolosità idraulica o idrogeologica.

Per raggiungere questi obiettivi saranno attuate politiche per la densificazione degli ambiti di urbanizzazione consolidata, mediante la demolizione di manufatti incongrui e la riqualificazione edilizia ed ambientale, contemplando specifiche premialità e incrementi volumetrici connessi all’utilizzo di crediti edilizi da rinaturalizzazione.

Le norme di dettaglio per la definizione dei crediti edilizi, che saranno liberamente commerciabili, saranno definite entro 4 mesi dall’entrata in vigore, mentre i Comuni avranno un anno di tempo per adeguare gli strumenti urbanistici.

Ampliamento della volumetria
La norma consente l’ampliamento volumetrico degli edifici fino al 15% a condizione che vengano utilizzate tecnologie che prevedono l’uso di fonti energetiche rinnovabili e che le caratteristiche costruttive garantiscano prestazioni energetiche elevate: la parte ampliata dovrà raggiungere la classe A1. È riconosciuto un ulteriore 25% se l’intervento implica la rimozione delle barriere architettoniche, la messa i sicurezza sismica dell’intero edificio, l’utilizzo di coperture a verde, la realizzazione di pareti ventilate, l’isolamento acustico, l’adozione di sistemi per il recupero dell’acqua piovana, la rimozione e smaltimento di elementi in cemento amianto, l’utilizzo del BACS (Building Automation Control System) nella progettazione dell’intervento, l’utilizzo i tecnologie che prevedono l’uso di fonti energetiche rinnovabili con una potenza non inferiore a 3 kW. L’eventuale recupero dei sottotetti va conteggiato entro questi limiti.

Per promuovere l’efficientamento energetico, fino al 31 dicembre 2020, gli interventi che garantiscono la prestazione energetica dell’intero edificio corrispondente alla classe A4, possono usufruire di un ulteriore incremento del 10%.

In caso di utilizzo, parziale od esclusivo, dei crediti edilizi da rinaturalizzazione, le percentuali di ampliamento possono essere elevate fino al 60%.

L’ampliamento può essere realizzato in aderenza, in sopraelevazione o utilizzando un corpo edilizio già esistente all’interno dello stesso lotto. Sia l’edificio che l’ampliamento devono insistere in zona territoriale omogenea propria.

In caso di edifici composti da più unità immobiliari l’ampliamento può essere realizzato anche separatamente per ciascuna di esse, compatibilmente con le leggi che disciplinano il condominio.

Riqualificazione del tessuto edilizio
Gli interventi di integrale demolizione e ricostruzione degli edifici che necessitano di essere adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza, nonché a tutela delle disabilità, sono premiati con un incremento volumetrico fino al 25% a condizione che i nuovi edifici raggiungano la classe A1 e che siano utilizzate fonti rinnovabili.

Con le stesse modalità previste per gli interventi di ampliamento, la percentuale può essere elevata fino a un ulteriore 35% se i lavori hanno una serie di requisiti aggiuntivi, dall’eliminazione delle barriere architettoniche alla progettazione con strumenti all’avanguardia.

Fino al 31 dicembre 2020, per promuovere l’efficientamento energetico, gli interventi che garantiscono la prestazione energetica dell’intero edificio corrispondente alla classe A4, possono usufruire di un ulteriore incremento del 20%.

In caso di utilizzo, parziale od esclusivo, dei crediti edilizi da rinaturalizzazione, l’ampliamento può raggiungere il 100%. Se, però, entro quattro mesi dalla scadenza prevista per l’adozione della variante urbanistica è utilizzato meno del 10% del credito edilizio, la percentuale di ampliamento consentita è ridotta del 15%.

Per tutti gli interventi si può utilizzare la Scia.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA: LE AGEVOLAZIONI FISCALI 2019

La legge di bilancio 2019 ha rinviato fino al 31 dicembre 2019 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. I benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non si esauriscono con la detrazione Irpef. 

"Si dispone la proroga, per l’anno 2019, delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, la cui disciplina è contenuta, rispettivamente, negli articoli 14 e 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (articolo 11)."

Altre significative agevolazioni, infatti, sono state introdotte negli anni. Tra queste, per esempio, la possibilità di pagare l’Iva in misura ridotta e quella di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l’abitazione principale. E ancora, le detrazioni per l’acquisto di immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati e quelle per la realizzazione o l’acquisto di posti auto. 

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali condominiali.

In concreto, per i lavori effettuati sulle singole unità abitative è possibile usufruire delle seguenti detrazioni:
- 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare

Quindi per tutto l'anno 2019 si può usufruire di questa agevolazione economica.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell'anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi.

I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti:
- manutenzione straordinaria
- restauro e risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia

Gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
Non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di
manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione.
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, senza modifica della volumetria complessiva degli edifici e senza cambio di destinazioni d’uso.
Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Esempi di manutenzione straordinaria:
• installazione di ascensori e scale di sicurezza
• realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
• sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
• rifacimento di scale e rampe
• interventi finalizzati al risparmio energetico
• recinzione dell’area privata
• costruzione di scale interne.

RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO
Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.
Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:
• interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
• adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
• apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.
Esempi di ristrutturazione edilizia:
• demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
• modifica della facciata
• realizzazione di una mansarda o di un balcone
• trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
• apertura di nuove porte e finestre
• costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

ALTRE SPESE AMMESSE ALL’ AGEVOLAZIONE
Molto importante sottolineare che oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:
- le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
- le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
- le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
- le spese per l’acquisto dei materiali
- il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
- le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
- l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
- gli oneri di urbanizzazione
- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non si possono invece detrarre le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo necessario all’ effettuazione degli interventi di recupero edilizio.